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❗ Esso: un’operazione che lascia dubbi

La vendita della rete Esso in Italia solleva seri interrogativi sulla reale solidità dell’investimento. Dal 2026 le Esso Card, che oggi generano fino a un quarto dei volumi, passeranno a Q8: un colpo che rischia di mettere in difficoltà molti impianti.
Invece di creare un progetto forte e unitario, la rete viene frammentata e distribuita tra diversi operatori regionali. Una scelta che sembra anticiclica: invece di rafforzare il settore, lo rende più fragile e diviso.
Il pericolo concreto è che i costi e le conseguenze negative ricadano sui gestori e sui lavoratori, mentre chi vende si alleggerisce dei debiti.
Come ANGAC – Conf. PMI Italia riteniamo che serva la massima attenzione: non si può parlare di rilancio se a pagare sono imprese e famiglie del comparto.