Senza categoria

EG: IL “NUOVO” ACCORDO E’ SERVITO!

EG: IL “NUOVO” ACCORDO E’ SERVITO!

È stato recentemente presentato, dopo una riunione tenutasi in gran segreto e riservata dalle OO.SS. solo ai gestori loro associati, il nuovo accordo sindacale che regola i rapporti tra la EG e i gestori.

E qui il primo interrogativo: come mai le informazioni sono riservate soltanto ai loro associati quando l’applicazione dei suddetti accordi avrebbe presunta valenza erga omnes?

A tutt’oggi i gestori EG, non associati, non hanno ricevuto nemmeno una copia dell’accordo dai loro addetti commerciali e tanto meno dalle OO.SS.

Sbandierato come migliorativo dalle associazioni firmatarie definite maggiormente rappresentative, ma accolta con malumore dai gestori che han compreso che saranno ancor più penalizzati economicamente.

Analizziamo i punti principali:

  • Partiamo proprio da quel “MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE”: queste OO.SS. possono ancora essere definite tali dal momento che è evidente che agiscono palesemente contro gli interessi dei gestori che sono stati consegnati totalmente subalterni e prigionieri delle compagnie?
  • E possono arrogarsi di rappresentare gestori che appartengono ad altre associazioni che hanno dichiaratamente disconosciuto tali accordi, come ha fatto l’associazione Angac? Oppure sono rappresentative numericamente e allora dovrebbero dichiarare quanti sono i loro associati?
  • Per quale motivo altre associazioni come Angac non possono presenziare alle trattative per gli accordi con le compagnie?
  • Perché i gestori non vengono informati preventivamente di quello che poi dovranno subire? Forse per soffocare le lamentele di chi vorrebbe difendere i diritti a vedersi riconosciuto un margine che garantisca la giusta remunerazione del proprio lavoro?
  • Questo accordo è peggiorativo sia rispetto ai precedenti, sia perché non tiene conto degli aumentati costi di gestione e della svalutazione monetaria. Si inizia già nelle premesse: il precedente accordo è scaduto il 30 giugno 2020, e per quasi tre anni i gestori hanno lavorato con margini obsoleti e insufficienti.
  • Poi i riferimenti normativi e l’esaltazione della piena conformità, a detta loro, agli accordi verticali che vietano la fissazione di un prezzo imposto, però ampiamente aggirati con l’instaurazione del prezzo massimo
  • Non manca la rassicurazione, ma solo a parole, che il prezzo consigliato ovvero imposto arbitrariamente ed insindacabilmente dalla EG, sarà finalizzato a garantire condizioni che nei fatti si son palesate come inique e fortemente discriminatorie, perché quasi sempre i gestori si ritrovano prezzi di vendita più cari della concorrenza con conseguenti perdite di clientela e dell’erogato.
  • Gli accordi sono sempre scritti in modo incomprensibile: nella definizione dei prezzi dei carburanti il prezzo è esposto in euro/chilolitro ovvero 1 a 1000, così 34€/klt sarebbero 0,034€. E qui il primo vero e proprio espediente, il precedente margine self del 2018 era di 0,0275€ che, con l’adeguamento Istat, oggi varrebbe 0,032€, dunque il margine è solo stato adeguato all’aggiornamento Istat. Lo stesso per il servito dove il margine era di 0,05€ che rivalutati sarebbero 0,058€, dunque nessun aumento dei margini, solo rivalutazione.

Impietoso appare il confronto se rapportato al margine dell’accordo Esso del 19/12/2011, quando era previsto anche il fisso di 11.100€ che non era elargizione ma soltanto margine consolidato a garanzia del lavoro del gestore, e quindi in un impianto da 1 mln di litri il margine era 0,047€ che aggiornato ad oggi sarebbe quasi 6 centesimi per il self, e di 5,4 centesimi per il servito che oggi rivalutato sarebbe 0,066€. Ci chiediamo quali categorie oggi lavorano con redditi dimezzati rispetto a dieci anni fa, visto che confrontati al lungo orario di lavoro di ben 53 ore settimanali, corrispondono ad una redditività di pochi euro pari ad un reddito di sussistenza, ovvero ad un vergognoso sfruttamento legalizzato col placet delle istituzioni conniventi che vanno a braccetto con i vari AD della compagnia di Stato, dunque dalla parte delle compagnie. La cosa è ancor più riprovevole e vergognosa se si pensa ai fatturati stellari delle petrolifere, e che, se le stesse remunerassero adeguatamente i gestori, avrebbero comunque garantiti i loro incassi, perché i pochi centesimi graverebbero solo sul prezzo finale, ma probabilmente vi è proprio la volontà di sfruttamento dei gestori per mantenerli succubi e schiavi.

  • Non mancano ancora ripetuti richiami alla libertà del gestore nella determinazione dei prezzi in autonomia, ma solo entro il prezzo massimo. In tal modo il gestore può soltanto rinunciare al suo esiguo margine e lavorare in perdita.
  • Nessuna attenzione nemmeno al momento che stiamo vivendo riguardo gli aumenti incontrollati dei costi di gestione ma anche per la spesa quotidiana, sempre più cara che il gestore deve affrontare per vivere, con quei margini vetusti, totalmente insufficienti per qualsiasi necessità.
  • Segue la complessa e incomprensibile formula del calcolo per la modalità di fatturazione nei punti vendita che adottano la split lane (modalità mista servito e self), dove il gestore si fa carico di anticipare di tasca propria il guadagno sulle vendite del servito stimato sui volumi del mese precedente, che gli verranno restituiti il mese successivo, consentendo ad EG di trattenere sino all’ultimo centesimo delle vendite effettuate in over, cioè con maggiorazione rispetto al prezzo consigliato, alias imposto. Pochi sono i gestori che riescono a tenere sotto controllo e a verificare la correttezza di tutte le note credito/debito relative ai conguagli, molti invece quelli che si trovano in difficoltà per mancanza di coperture monetarie per pagare i carichi di carburante, nell’attesa delle compensazioni.
  • Penalizzato pesantemente lo sconto variabile per il servito che, invece di essere calcolato su tutti i volumi indipendentemente dalla modalità di erogazione, è calcolato solo sui volumi servito che notoriamente sono ormai risicati per l’enorme divario del prezzo rispetto al self.
  • Il differenziale di 19 centesimi in più rispetto al prezzo self è dato dal valore aggiunto del lavoro del gestore, ma è incamerato arbitrariamente dalla compagnia che ha già soddisfatto interamente il proprio margine industriale sul prezzo self; in questo modo la compagnia si appropria del lavoro del gestore espropriandolo di un suo diritto.
  • Con questo taglio un distributore da 1 mln di litri e con una percentuale di servito del 5% passa da un margine variabile di 2.500 € (2,5 millesimi su tutto l’erogato, a soli 250 € (5 millesimi solo sul servito).
  • Dimezzato anche il margine addizionale per gli impianti a basso erogato sotto i 600.000 litri che scende da 5 millesimi a 2,5 millesimi a litro (quindi un impianto da 500.000 litri che riceveva 2.500 €, adesso solo 1.250 €).
  • Aumentata spropositatamente la commissione essocard che passa da 5,16 millesimi a ben 7,16 millesimi.
  • Ancora sulla libertà del gestore di determinare il prezzo di vendita al pubblico: questo è permesso sino alla facoltà di EG di imporre un prezzo massimo di rivendita. Ciò denota un prezzo palesemente fisso ed imposto, con l’escamotage del prezzo massimo, appunto per aggirare il regolamento UE 2022/720
  • Sono inoltre previste sanzioni per chi supera il prezzo massimo con una “penale overpricing” pari all’intero importo di quanto venduto in sovrapprezzo. Non vi è così la possibilità ,caratteristica tipica del libero imprenditore, di decidere autonomamente il suo prezzo di vendita per coprire interamente i costi e garantirsi una remuneratività della sua attività.
  • Non vi è possibilità nemmeno di garantirsi il margine quando il prezzo diminuisce e non son state esaurite le giacenze, perché dopo 72 ore il gestore sarà costretto a vendere in perdita o a vedersi addebitare le penali applicate per la mancanza di adeguamento del prezzo. L’obiezione di EG è che quando il prodotto aumenta il gestore si avvantaggia, denotando ulteriormente la para subordinazione.

I GESTORI SANNO SOLO CHE SARANNO PIU’ SFRUTTATI

Cagliari/Roma 05 giugno 2023  

                                                                                   Il presidente

                                                                                 Balia Giuseppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *