Carburanti: tensioni nel Golfo, ma il sistema prezzi resta senza controllo
COMUNICATO STAMPA
ANGAC Conf. PMI Italia
Martedì 17 marzo 2025 –
Gli attacchi iraniani contro infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, riportano al centro dell’attenzione il tema delle forniture globali di petrolio e gas, oscurando persino il rilascio delle riserve strategiche da parte dell’AIE.
La situazione nello Stretto di Hormuz resta critica: le compagnie di navigazione rallentano o limitano i transiti, mentre il rischio di interruzioni nelle forniture torna ad incidere sulle aspettative dei mercati.
ANGAC Conf. PMI Italia evidenzia come, ancora una volta, ogni tensione geopolitica si traduca immediatamente in un aumento dei prezzi dei carburanti, spesso anticipando gli effetti reali sulla disponibilità del prodotto.
Un meccanismo ormai consolidato che continua a scaricare a valle – su imprese e consumatori – le dinamiche speculative e le aspettative del mercato, indipendentemente dalla reale incidenza sui costi di approvvigionamento.
In questo scenario, appare evidente l’assenza di un sistema trasparente e controllato nella formazione dei prezzi al consumo, dove prodotti e filiere diverse vengono accomunate da logiche uniche, spesso scollegate dalla loro natura.
ANGAC ribadisce la necessità urgente di fare chiarezza sulle dinamiche di determinazione dei prezzi dei carburanti, affinché non siano sempre e solo cittadini e operatori a pagare il prezzo delle crisi internazionali.
