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CHI È CAUSA DEL SUO MALE, PIANGA SE STESSO

COMUNICATO STAMPA

Quanto ancora dovrà subire la nostra Categoria?

Titolari di partita IVA, ma troppo spesso succubi di un sistema che non ci permette di costruire e governare liberamente il conto economico della nostra gestione.

È questa la realtà con cui, ancora oggi, deve confrontarsi una delle figure più storiche del mondo del lavoro: IL GESTORE DI DISTRIBUTORE CARBURANTI.

Le cause sono molteplici e ormai non possono più essere ignorate.

* Accordi relativi al rimborso dei cali non sempre rispettati o applicati correttamente, accompagnati da tempi di oltre 45 giorni per l’emissione delle note di credito.

* Disparità di trattamento tra gestori operanti sulla stessa area di riferimento.

* Margini per litro sempre più insufficienti per sostenere le dinamiche del mercato e i costi di gestione, ulteriormente erosi dalle commissioni POS.

* Impianti di bandiera che continuano a operare con contratti scaduti da 5 o 6 anni, in attesa di rinnovi.

* Perdite d’esercizio generate dalle variazioni delle accise e dei prezzi, con il rischio che sia il gestore a dover sostenere le conseguenze economiche delle giacenze.

E oggi si aggiunge un ulteriore elemento: il PRICE CAP applicato da alcune compagnie.

Una misura che, secondo ANGAC Conf PMI ITALIA, non risolve il problema alla radice e rischia di spostare l’attenzione dalla vera questione: la sostenibilità economica della gestione e la distribuzione dei margini lungo la filiera.

In questo contesto viene riconosciuto al gestore un contributo una tantum di 1.500 euro da parte di Eni.

Ma possiamo davvero considerare questa cifra una soluzione strutturale al problema?

Secondo ANGAC, no.

Perché qui non stiamo parlando di qualche migliaio di euro una tantum.

Stiamo parlando della sopravvivenza economica di migliaia di imprese.

BASTA CON LE PROTESTE CHE NON PORTANO A NULLA

Sui social leggiamo spesso proposte, formulate anche in totale buona fede: “Scioperiamo tre giorni”, “Chiudiamo gli impianti”, “Rimaniamo senza prodotto”.

Ma siamo davvero sicuri che questo tipo di protesta sia efficace in un mercato così eterogeneo?

Immaginiamo dieci impianti.

Cinque non chiudono perché sono impianti selfizzati o gestiti direttamente dalla compagnia.

Tre sono gestiti da convenzionati che, magari anche educatamente, suggeriscono al gestore di non aderire.

Uno è il solito gestore che non partecipa alla vita sindacale.

E l’ultimo?

Probabilmente si chiederà semplicemente perché dovrebbe chiudere se gli altri nove sono aperti.

E allora cosa abbiamo ottenuto?

Ancora una volta, nulla.

È arrivato il momento di cambiare strategia.

IL GESTORE DEVE RIPRENDERE IN MANO LA PROPRIA AZIENDA

Il gestore è un imprenditore.

E un imprenditore deve conoscere i propri numeri, verificare la redditività della propria attività e pretendere condizioni economiche proporzionate alle responsabilità che sostiene.

Non possiamo continuare a delegare ad altri il nostro futuro.

Se in passato il sindacato ha rappresentato uno strumento importante per la categoria, oggi dobbiamo chiederci se il modello tradizionale di rappresentanza sia ancora sufficiente ad affrontare le problematiche di un mercato profondamente cambiato.

I risultati ottenuti fino ad oggi devono farci riflettere.

ANGAC CONF PMI ITALIA HA SCELTO DI FARE UN PASSO DIVERSO

ANGAC Conf PMI ITALIA invita tutti i colleghi ad appoggiare il percorso intrapreso dall’associazione.

Per noi l’associato non è una semplice tessera.

È una persona che deve avere il diritto di esprimere il proprio pensiero, partecipare alle scelte e contribuire alla costruzione del proprio futuro.

Quando il Governo impose l’esposizione del prezzo medio regionale, ANGAC propose di affiancare a quel dato il prezzo di cessione al gestore, affinché il consumatore potesse comprendere meglio la formazione del prezzo.

Il risultato fu il superamento dell’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale.

ANGAC Conf PMI ITALIA ha inoltre proposto, per contrastare il caro carburanti, la riduzione dell’IVA dal 22% al 10%, ritenendo che questa misura potrebbe consentire una riduzione del prezzo finale e, contemporaneamente, alleggerire la pressione sugli impianti che non possono permettersi di applicare ulteriori sconti partendo da prezzi di cessione già elevati.

ANGAC Conf PMI ITALIA ha inoltre avviato presso il Ministero del Lavoro un procedimento volto ad affrontare il tema della subordinazione economica del gestore.

Ha presentato alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati una relazione nella quale viene evidenziata, secondo le valutazioni dell’associazione, la rilevanza del fenomeno dell’evasione di IVA e accise collegato ai flussi provenienti dall’Est europeo.

ANGAC CONF PMI ITALIA SIAMO NOI

Siamo tutti noi gestori.

Non abbiamo dipendenti.

Non prendiamo gettoni di presenza agli incontri.

Non abbiamo ambizioni politiche.

Abbiamo un solo obiettivo:

LA NOSTRA DIGNITÀ.

E proprio per questo ANGAC Conf PMI ITALIA invita tutti i colleghi a compiere un atto di coraggio.

Non vi chiediamo di delegare.

Vi chiediamo di partecipare.

Di informarvi.

Di conoscere i vostri numeri.

Di confrontarvi.

Di decidere consapevolmente chi deve rappresentarvi.

Perché nessuno può difendere meglio i nostri interessi di chi conosce realmente cosa significa essere un gestore.

Non abbiamo nulla da perdere se decidiamo di riprendere in mano il nostro futuro.

Abbiamo invece molto da perdere se continueremo a lasciare che siano altri a decidere per noi.

ANGAC Conf PMI ITALIA

La nostra unica ambizione: la dignità del Gestore.

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