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La favola dei benzinai furbetti: basta mistificazioni

COMUNICATO STAMPA

La favola dei benzinai furbetti: basta mistificazioni

Funziona sempre.

Quando i prezzi dei carburanti salgono, la colpa ricade automaticamente sui gestori.

Una narrazione semplice, immediata, perfetta per l’opinione pubblica: il responsabile è lì, visibile, davanti alla pompa.

Un bersaglio facile.

Peccato che questa rappresentazione non corrisponda alla realtà.

ANGAC Conf. PMI Italia ritiene necessario ristabilire un principio fondamentale:

i gestori carburanti, nella maggior parte dei casi, non determinano il prezzo di vendita al pubblico.

Ogni giorno, i gestori si limitano ad applicare condizioni economiche stabilite a monte della filiera, attraverso sistemi e portali definiti dai soggetti che controllano l’approvvigionamento e la distribuzione.

Non esistono leve occulte, né margini discrezionali tali da influenzare il mercato.

Il prezzo, di fatto, arriva dall’alto.

Eppure, il racconto mediatico continua a concentrarsi esclusivamente sui punti vendita: controlli, servizi televisivi e titoli allarmistici si soffermano sui distributori, evitando sistematicamente di approfondire le dinamiche che si sviluppano nelle fasi precedenti della filiera.

Un’asimmetria evidente.

Non si vedono analoghe attenzioni sui listini delle compagnie, né analisi puntuali sui meccanismi di formazione del prezzo.

Si preferisce, invece, alimentare una narrazione semplificata, che individua nel gestore il responsabile diretto degli aumenti.

Nel frattempo, le dinamiche reali raccontano altro.

Interventi come la riduzione delle accise possono essere rapidamente compensati dall’andamento delle quotazioni internazionali, con effetti che si annullano in tempi brevi.

Nonostante ciò, si continua a diffondere il messaggio secondo cui il gestore sarebbe “libero” di determinare il prezzo.

Una rappresentazione fuorviante.

Gli spazi di manovra, quando presenti, sono estremamente limitati e non incidono in modo significativo sul prezzo finale.

Questa distorsione comunicativa produce conseguenze gravi:

scarica responsabilità su soggetti che non hanno potere decisionale, alimenta tensioni con i consumatori e contribuisce a delegittimare una categoria già fortemente esposta.

Per ANGAC Conf. PMI Italia non si tratta più solo di un errore di comunicazione, ma di una narrazione pericolosa.

Per questo chiediamo con forza:

• trasparenza completa nella formazione dei prezzi dei carburanti

• chiarezza sui soggetti che determinano le politiche di prezzo

• informazione corretta e non strumentale nei confronti dei consumatori

I cittadini hanno diritto a conoscere come si forma il prezzo alla pompa.

I gestori hanno diritto a non essere trasformati, ancora una volta, nel capro espiatorio di un sistema complesso.

Basta favole. Serve verità.

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