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RECUPERO DELLA SVALUTAZIONE DELLE GIACENZE:IL TAGLIO DELLE ACCISE NON PUÒ ESSERE PAGATO DAI GESTORI

Il taglio delle accise disposto dal Governo rappresenta un intervento importante per contenere il costo dei carburanti a favore di cittadini e imprese. Tuttavia, ancora una volta, si scarica sull’anello più debole della filiera – i Gestori carburanti – un costo che non gli appartiene.
Al momento dell’entrata in vigore della riduzione delle accise, i serbatoi degli impianti erano già pieni di carburante acquistato con un carico fiscale più elevato. Questo significa una sola cosa: una svalutazione immediata delle giacenze, che si traduce in una perdita economica diretta per i gestori.
Una perdita che non deriva da errori gestionali, né da dinamiche di mercato, ma da una decisione pubblica.
ANGAC Conf. PMI Italia ritiene inaccettabile che una misura pensata per calmierare i prezzi venga finanziata, di fatto, dalle imprese della distribuzione carburanti, già schiacciate da margini ridotti e da costi crescenti.
Per questo chiediamo con forza al Governo di intervenire con urgenza, prevedendo un meccanismo di recupero integrale della svalutazione delle giacenze, attraverso strumenti concreti come:
• credito d’imposta
• compensazione fiscale
• contributo parametrato ai litri in giacenza
Non si tratta di un’agevolazione, ma di un principio di equità.
Il gestore carburanti non può essere chiamato a finanziare politiche pubbliche con il proprio magazzino. Ogni intervento sui prezzi deciso dall’alto deve essere accompagnato da strumenti che ne neutralizzino gli effetti distorsivi lungo tutta la filiera.
ANGAC continuerà a sostenere con determinazione questa richiesta, affinché venga riconosciuto un principio semplice:
le decisioni pubbliche non possono trasformarsi in danni privati.

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