RIFORMA CARBURANTI: BASTA SCARICABARILE. LA CATEGORIA NON PUÒ PIÙ ASPETTARE.
Da anni assistiamo sempre allo stesso copione: annunci, rinvii, tavoli, promesse e, puntualmente, nessuna decisione.
Oggi il MIMIT risponde a FAIB e FEGICA sostenendo che la riforma confluirà nel Disegno di Legge sulla Concorrenza. Bene. Ma quante volte il settore ha già sentito parole simili?
Nel frattempo migliaia di gestori continuano a lavorare senza certezze, con margini sempre più ridotti e con un sistema che attende una riforma strutturale da troppo tempo.
Ma sarebbe troppo facile attribuire ogni responsabilità alla politica.
Anche le organizzazioni di categoria cosiddette “storiche” dovrebbero avere il coraggio di fare un serio esame di coscienza. Per anni hanno preferito difendere la propria autoreferenzialità, chiudendo ogni spazio di confronto interno e respingendo idee, proposte e contributi provenienti da chi aveva una visione diversa.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una categoria sempre più debole, divisa e incapace di presentarsi con una posizione realmente condivisa nei confronti delle istituzioni.
E quando una categoria perde forza rappresentativa, qualcun altro riempie inevitabilmente quel vuoto.
Il rischio oggi è concreto: che, dopo anni di immobilismo, siano altri a determinare il futuro della rete carburanti, con scelte che potrebbero privilegiare gli interessi dei grandi operatori rispetto a quelli dei gestori.
ANGAC continuerà a chiedere ciò che avrebbe dovuto essere fatto da tempo: una riforma coraggiosa, trasparente e soprattutto costruita ascoltando tutti, non soltanto chi da decenni pretende di rappresentare una categoria senza mai mettersi realmente in discussione.
Le rendite di posizione non salvano i gestori.
Le decisioni sì.
E il tempo degli alibi è finito.
