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Transizione energetica e mobilità : un’occasione mancata per la rete carburanti

ANGAC Conf. PMI Italia ha sempre sostenuto che il tema della transizione energetica dovesse stare al centro del confronto tra politica, titolari di autorizzazioni petrolifere e associazioni dei gestori carburanti.
Il luogo naturale per affrontare questa sfida poteva e doveva essere la riforma della rete carburanti. Un’occasione, purtroppo, persa.
La politica non è stata lungimirante. Non ha saputo tutelare le professionalità presenti sul territorio, né investire su di esse per rilanciare un servizio essenziale alla mobilità del Paese.
Le compagnie, dal canto loro, si sono chiuse alla possibilità di immaginare un nuovo modello gestionale dei punti vendita, preferendo ipotizzare la sostituzione dei gestori con sistemi elettronici che, nei fatti, per funzionare hanno comunque bisogno di assistenza umana.
I gestori carburanti si sono trovati così schiacciati tra posizioni autoreferenziali, spesso presentate come rappresentative, e una profonda sordità verso chi lavora ogni giorno sul campo. Un mondo che vorrebbe partecipare al confronto, proporre soluzioni, ma a cui troppo spesso viene negata la parola.
In questo scenario si inseriscono le recenti decisioni dell’Unione Europea, che ha fatto un passo indietro sulla scadenza del 2035 per i motori termici, aprendo a nuove e diverse energie al servizio della mobilità. Non si tratta di un quadro ancora chiaro, ma è evidente che tutti gli attori della filiera sono chiamati a partecipare al processo.
ANGAC è intervenuta più volte per richiamare l’attenzione su questi temi. Un confronto serio avrebbe aiutato a comprendere quale potesse essere la traiettoria professionale di una categoria stanca e impoverita, ma che ha dimostrato nel tempo competenza, resilienza e senso di responsabilità.
I gestori meritano un’opportunità. Se la sono guadagnata sul campo, dopo anni di lavoro e sacrifici.
La sfida di una rete distributiva diversa richiede studio, approfondimento, certezze normative e, soprattutto, disponibilità all’ascolto.
Serve un impegno onesto per consentire agli attuali gestori carburanti di decidere consapevolmente cosa fare del proprio futuro.
ANGAC, pur tra mille difficoltà, intende continuare a essere uno stimolo critico e un pungolo costante, affinché il dibattito si elevi e diventi finalmente un vero confronto, capace di guardare avanti.