Raffineria di Taranto: la protesta degli autotrasportatori e la posizione di ANGAC Conf. PMI Italia
22 dicembre 2025
ANGAC Conf. PMI Italia esprime piena vicinanza agli autotrasportatori tarantini impegnati nella mobilitazione sindacale contro le recenti decisioni di ENI. Decisioni che colpiscono duramente il territorio di Taranto, già segnato da una gravissima emergenza ambientale e sanitaria.
La scelta di affidare, a partire dal 1° giugno, il servizio di autotrasporto dei prodotti di raffinazione a società non locali rappresenta un ulteriore colpo a una città che ha pagato un prezzo altissimo per ospitare la Raffineria di Taranto. Un sito industriale che, nel tempo, ha prodotto ricchezza per pochi e costi ambientali e sanitari enormi per l’intera comunità.
È scattato così lo sciopero ad oltranza degli autotrasportatori che operano per la raffineria. I mezzi sono fermi lungo la statale 106 Ionica e i disagi sono già evidenti: difficoltà nella distribuzione dei carburanti e rischi concreti per gli approvvigionamenti sul territorio.
Alla base della protesta c’è il timore di una progressiva esclusione delle imprese locali da un servizio storicamente svolto da operatori tarantini. Una scelta che rischia di impoverire ulteriormente il tessuto economico locale, già messo a dura prova da anni di crisi industriale e occupazionale.
I rappresentanti sindacali di USB Taranto denunciano l’assenza di risposte concrete da parte dell’azienda, nonostante richieste di confronto e segnali di forte criticità operativa. Tra queste, anche le lunghe attese per il carico dei prodotti petroliferi, che possono arrivare fino a quattro o cinque ore, con ricadute pesanti su costi, sicurezza e condizioni di lavoro.
ANGAC Conf. PMI Italia non può non rilevare come l’atteggiamento di ENI verso il territorio tarantino somigli sempre più a quello già sperimentato dalla categoria dei gestori carburanti: decisioni calate dall’alto, scarso ascolto delle imprese locali e totale disattenzione verso chi garantisce, ogni giorno, servizi essenziali alla mobilità del Paese.
Per queste ragioni, ANGAC Conf. PMI Italia si unisce virtualmente alla protesta degli autotrasportatori e chiede al Governo un intervento urgente. È necessario ripristinare un equilibrio corretto tra grande industria e imprese locali, tutelando il lavoro, il territorio e una città che ha già dato troppo senza ricevere risposte adeguate.
