POS e registratori telematici: una norma che aumenta i rischi per i gestori carburanti
NOTA STAMPA
ANGAC CONF PMI ITALIA
ANGAC Conf PMI Italia esprime forte preoccupazione per l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2026, dell’obbligo di integrazione tra registratori telematici e strumenti di pagamento elettronico (POS), una norma che rischia di complicare ulteriormente il quadro operativo di un settore già in profonda difficoltà.
Sulla carta la misura viene presentata come un passo verso la modernizzazione. Nella realtà degli impianti carburanti, però, si traduce in un sistema complesso, rigido e ancora poco chiaro, che espone i gestori a rischi fiscali continui, anche in assenza totale di evasione o frode.
Il meccanismo di abbinamento telematico tra POS, registratore di cassa e unità locale introduce scadenze differenziate, finestre temporali rigide e procedure tecniche che, se non rispettate alla perfezione, producono automaticamente irregolarità. Un errore formale, un disallineamento tecnico o un’abitudine operativa normale negli impianti multiservizio possono trasformarsi in sanzioni fino a 1.000 euro a trimestre.
Il problema diventa evidente negli impianti carburanti reali, dove convivono carburanti, bar, lavaggi, accessori e servizi, spesso con pagamenti unici e POS multipli. In questi casi, lo scostamento tra importo incassato dal POS e importo certificato dal registratore non è un’anomalia, ma una normale modalità di lavoro. La norma, così come concepita, non tiene conto di questa realtà.
ANGAC Conf PMI Italia sottolinea che non si sta chiedendo alcuna indulgenza, ma regole chiare, proporzionate e correggibili, come già avviene per altri strumenti fiscali, a partire dalla fatturazione elettronica. L’Ordine del Giorno 132 presentato in Parlamento va nella giusta direzione, chiedendo un confronto serio con il settore e una revisione del sistema sanzionatorio.
Se non si interviene in tempo, dal 1° gennaio 2026 i piazzali dei distributori rischiano di diventare un campo minato fiscale, dove il lavoro quotidiano viene svolto sotto la costante minaccia di sanzioni automatiche per meri aspetti tecnici.
Come spesso accade, a pagare il prezzo più alto non saranno i grandi gruppi, ma i gestori, che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale ai cittadini, tra mille difficoltà operative, economiche e normative.
ANGAC Conf PMI Italia chiede alla politica razionalità, ascolto e interventi correttivi immediati, prima che un’altra norma mal calibrata scarichi sui piccoli operatori nuove incertezze e nuovi costi.
