PREZZI CONSIGLIATI: IN SENATO LA VERITÀ CHE DISTURBA
C’è un punto emerso con chiarezza anche nella recente audizione in Senato sul DL “taglia accise”.
Le Compagnie inviano ogni giorno ai gestori i cosiddetti “prezzi consigliati”.
Di fatto, non sono affatto liberi:
sono indicazioni che i gestori devono rispettare, pena conseguenze anche gravi sul rapporto contrattuale.
Quindi il prezzo nasce a monte.
Non al distributore.
Eppure, le stesse Compagnie si oppongono alla loro pubblicazione.
Qui sta la contraddizione emersa anche in sede istituzionale:
- quei prezzi esistono
- vengono imposti alla rete
- ma non devono essere resi visibili ai cittadini
Perché?
Perché renderli pubblici significherebbe chiarire chi decide davvero il prezzo alla pompa.
Durante l’audizione è stato ribadito che la trasparenza è uno strumento fondamentale per: - capire la formazione del prezzo
- attribuire le responsabilità lungo la filiera
- permettere controlli reali
E allora diventa evidente il problema:
se un sistema funziona correttamente, non teme la trasparenza.
Questo ostracismo delle Compagnie svela molto più di quanto voglia nascondere:
mette in luce un meccanismo che scarica sui gestori responsabilità che non hanno.
Per ANGAC è chiaro:
il benzinaio esegue, ma il prezzo lo decide qualcun altro.
E proprio quel “qualcun altro” oggi non vuole essere visto.
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