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Rete carburanti e sicurezza: sì al confronto, ma basta criminalizzare i gestori

L’ANGAC accoglie con attenzione le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rilasciate ai microfoni di Radio24 all’indomani del tragico incidente avvenuto presso un impianto GPL nel quartiere Prenestino a Roma.
La sicurezza viene prima di tutto. È un principio che i gestori degli impianti carburanti conoscono bene, vivendolo ogni giorno sulla propria pelle, tra responsabilità operative, obblighi normativi stringenti e controlli sempre più serrati.
Accogliamo con favore l’intenzione del Governo di rivedere il quadro normativo, ma riteniamo essenziale che ogni riforma sia accompagnata da un reale confronto con le rappresentanze di categoria, che vivono sul campo le difficoltà quotidiane di una rete obsoleta, sotto pressione e mai realmente modernizzata.
L’idea che la sicurezza dipenda solo da “verifiche” e “norme” è parziale. Occorre una visione strutturale, che consideri la vetustà di molti impianti, le criticità economiche che soffocano i gestori, e l’urgenza di un piano di riqualificazione della rete carburanti, con investimenti pubblici mirati.
ANGAC ricorda che i gestori non progettano né costruiscono gli impianti, ma li conducono secondo regole imposte da altri soggetti: compagnie, proprietari degli impianti, e istituzioni. Scaricare su di loro il peso della percezione di insicurezza è non solo scorretto, ma dannoso per l’intero comparto.
In merito al disegno di legge in preparazione, ci auguriamo che il Ministro Urso e il Ministro Pichetto Fratin, co-firmatari del testo, vogliano aprire finalmente un tavolo di ascolto con chi rappresenta la voce di migliaia di operatori italiani, affinché la riforma non sia solo “tecnica”, ma anche sociale, economica e sostenibile.
ANGAC, come sempre, è pronta a fare la sua parte.

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