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Nulla di fatto al MIMIT: la riforma della rete carburanti resta ferma

17 dicembre 2025

ANGAC Conf. PMI Italia lo aveva detto con chiarezza, e purtroppo i fatti confermano tutte le preoccupazioni già espresse nei mesi scorsi: la riforma della rete carburanti è ferma al palo.
L’ennesima riunione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiusa con una nuova fumata nera. Nessun passo avanti concreto, nessuna svolta. Solo la conferma di uno stallo che dura da troppo tempo e che pesa, ogni giorno di più, sulle spalle dei gestori.
Il confronto resta chiuso dentro quello che potremmo definire un “palazzo di cristallo”: pochi soggetti ammessi al tavolo, autoreferenziali, convinti di essere gli unici depositari della verità. Tavoli non allargati, discussione blindata, nessuna reale apertura verso le altre associazioni rappresentative della categoria. Un metodo che ANGAC ha sempre contestato e che oggi mostra tutti i suoi limiti.
Ancora una volta, le organizzazioni di categoria presenti al tavolo del MIMIT si sono dimostrate sorde non solo all’allargamento del confronto, ma anche a qualsiasi ipotesi di iniziativa forte, di protesta, di pressione reale capace di smuovere questo immobilismo. Si continua a partecipare, ma senza incidere. Si continua a discutere, ma senza risultati.
Il Ministero, dal canto suo, sembra rivolgere lo sguardo sempre agli stessi interlocutori, pochi eletti che si auto-legittimano come rappresentanti dell’intera categoria. Una scelta miope, che esclude voci importanti e alimenta divisioni invece di costruire soluzioni condivise.
Il nodo resta sempre lo stesso: una riforma necessaria, attesa da anni, che dovrebbe dare certezze su lavoro, contratti, sostenibilità delle gestioni e futuro della rete in una fase di profonda transizione. E invece tutto resta sospeso, bloccato da veti, resistenze e da un confronto che non vuole davvero aprirsi.
ANGAC ribadisce con forza che così non si va da nessuna parte. Senza pluralità, senza ascolto della base, senza il coraggio di rompere gli schemi, la riforma resterà un titolo sui comunicati e non una risposta ai problemi reali dei gestori.
Il tempo delle mediazioni sterili è finito. La categoria non può più permettersi rinvii, né tavoli chiusi che producono solo immobilismo. La riforma della rete carburanti non può restare ostaggio di pochi, mentre migliaia di gestori continuano a pagare il prezzo di questa paralisi.