CARBURANTI, ANGAC/Conf PMI ITALIA: “GESTORI STRITOLATI TRA PREZZI E SILENZI”
In queste settimane di forte tensione geopolitica, il prezzo dei carburanti è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Ma ancora una volta, l’attenzione si ferma alla superficie. E ancora una volta, a pagare il prezzo più alto, non solo economicamente, sono i gestori degli impianti.
ANGAC Conf. PMI Italia denuncia una situazione ormai paradossale: i gestori carburanti vengono sistematicamente esposti come responsabili degli aumenti, trasformati in veri e propri “agnelli sacrificali” da offrire all’indignazione dei consumatori. La realtà è ben diversa.
Il gestore non decide il prezzo. Non lo costruisce. Non lo governa. Lo subisce.
Le Compagnie Petrolifere determinano il prezzo alla fonte e, troppo spesso, utilizzano lo stesso come leva di pressione. Un meccanismo silenzioso ma efficace: non ti adegui alle condizioni imposte? Il prezzo di acquisto aumenta. E con esso, crolla la competitività dell’impianto. È un sistema che assomiglia sempre più a una forma di coercizione economica.
Dentro questo scenario opaco, una intera categoria vive una crisi di ruolo profonda, aggravata dalla totale assenza di trasparenza e da un vuoto politico che dura da anni. Il rischio concreto è che il diritto al lavoro venga progressivamente svuotato, fino ad assumere contorni che ricordano dinamiche di vero e proprio caporalato.
